Terapia in montagna - Bioenergeticamente

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Terapia in montagna

Bioenergetica e Montagnaterapia

Da sempre sono convinto, proprio a partire dalla mia esperienza personale, che camminare, muoversi, salire, andare verso... sia un primo importante passo verso lo "stare meglio" e potenzialmente anche verso la guarigione.
Di questo ne ho avuto conferma quasi casualmente nel 2005 quando ho partecipato al primo congresso nazionale di montagnaterapia che veniva organizzato in Italia dal CAI (Club Alpino Italiano) e Sopraimille. Questa coincidenza ha poi fatto si che cambiassi scuola di specializzazione per un approccio psicocorporeo: La Bioenergetica.
Ho potuto così comprendere molto sull'effetto benefico del mio e altrui "
", e ho avuto la fortuna di incontrare molte realtà, persone, operatori e non, che come me condividono  questa passione e il piacere di poter pensare che sia una validada attività non solo preventiva ma anche di tipo curativo.
Vedi programma convegno "La Montagna che cura"


Il proporre gli esercizi di bioenergetica nelle attività di palestra e di escursionismo è stato del tutto naturale in questo processo di comprensione e di valorizzazione del corpo come motore della vita, delle emozioni e dei sentimenti che per tutti noi  possono andare incontro a problemi più o meno importanti, ma che insieme si possono affrontare e magari contenere entro limiti di una vivibilità più accettabile...









Bioenergetica in Montagna
Escursioni, esercizi, classi, esperienze, con il gruppo trekking della
Global Sport Lario




Bioenergetica & Montagnaterapia cosa in comune:
Fare gli esercizi di bioenergetica è un pò un entrare in contatto con gran parte di quelle cose che avvengono durante un escursione o una salita, sia dal punto di vista fisico, che psicologico. Viene però usata una lente che focalizza l’attenzione sugli aspetti salienti, tipici e nucleari che riguardano il corpo, la sua funzionalità, ma anche la modalità di stare con se stessi, nella relazione, nel gruppo e nell’ambiente.
E’ un usare l’attenzione e il sentire per entrare più in contatto con la parte vera di se stessi. Negli esercizi che vengono proposti in gruppo si ripropone il rapporto con il proprio corpo, ad iniziare dalla respirazione, dal movimento e dalla sensorialità interna o esterna (propriocezione, esterocezione). Il conduttore stimola e spinge le persone a sentire la fatica ed i limiti di ognuno, non per una sfida, ma per la ricerca di una consapevolezza sia del proprio corpo che del gruppo (interno-esterno). In questo, il lavoro è molto simile a ciò che avviene in un gruppo che affronta una salita in cui tutti fanno fatica e tutti sentono quale è il proprio limite da rispettare, nei lavori di coppia ci si affida, così come si farebbe con una guida o semplicemente come se si dovesse chiedere aiuto ad una persona più esperta. Nelle classi di esercizi anche il riprendere quelle informazioni che vengono dai sensi è un essere ricondotti, riaccompagnati verso dei sentieri che forse possono essere difficili da percorrere, ma attraversati con il sostegno del gruppo potrebbero essere più facilmente affrontabili anche con tutte le paure della patologia. La progressione del lavoro attraversa delle fasi di carica, tensione, scarica e rilassamento, proprio come avviene in modo più diluito durante una escursione.
L’obiettivo simbolico della cima da raggiungere, viene avvicinato e reso possibile dagli esercizi che abbracciano tutta una serie di possibilità e di proposte in funzione delle difficoltà personali e del gruppo, anche se non parliamo di soli esercizi fisici, ma la fisicità è il mezzo per arrivare a una consapevolezza che ri-metta in armonia l’aspetto corporeo, con quello emozionale e mentale.
I ruoli certamente esistono, ma passano in secondo piano (tutti fanno fatica anche chi conduce) nella ricerca di un armonia e una fluidità personale, di coppie, di triadi e di gruppo, sempre con molta semplicità, rispetto, autenticità e chiarezza d’intenti. La chiave di tutto è l’ascolto ed il rispetto dei tempi e limiti di ognuno e del gruppo, la cima è più un obiettivo interiore legato al proprio equilibrio, che  attraverso il proprio corpo, la relazione con l’altro, la sintonia del gruppo e il contorno armonioso della natura, possono fare la differenza, rispetto al ricovero coatto o alla costrizione di una sofferenza vissuta tra le quattro mura di un istituzione o anche della propria casa.
Schemino riepilogativo:
-Movimento
-Respiro Consapevolezza Corporea.
-Attivazione sensoriale
-Singolo, coppie, triadi, gruppo, ambiente Aspetto relazionale, condivisione.
-Dimensione Orizzontale-Verticale Limiti, contenimento, assertività.





L’esperienza con il gruppo trekking della Global Sport Lario
La Global Sport Lario nasce come associazione per la disponibilità di alcuni volontari, e il sostegno fattivo dell'azienda ospedaliera s. Anna di Como, il 24 marzo 2004, la costituzione dell'associazione sportiva dilettantistica Global Sport Lario consente agli utenti della psichiatria di sganciarsi dal servizio, favorisce l'integrazione, incentiva e promuove le risorse del volontariato.
L'associazione si prefigge di incentivare la pratica di attività sportiva a prescindere dalla prestanza fisica e dalla possibilità di ottenere buoni risultati agonistici, convinti che attraverso lo sport passi molta più salute mentale che fisica.
Di seguito riportiamo gli articoli dello... (leggi tutto..>)

LE CLASSI DI ESERCIZI BIOENERGETICI
Nell’ambiente naturale del bosco e della montagna

Nell’antica Grecia si pensava che per guarire da una malattia bastasse dormire in un tempio consacrato ad Asclepio, l’Esculapio dei Romani. Coloro che non stavano in buona salute, lasciavano il loro paese per andare a cercare un tempio. A volte questo voleva dire lunghi tragitti, cammini di giorni e giorni, un vero e proprio pellegrinaggio prima di trovare un tempio di Asclepio.
Mettersi in cammino da soli per andare verso la salute, rappresentava una decisione potente: il primo passo verso la guarigione. Una volta arrivato al tempio, il viandante non veniva fatto entrare subito, rimaneva fuori diversi giorni, durante i quali veniva invitato a digiunare e a sottoporsi ad altri rituali di purificazione per liberarsi dalle tossine e lasciare fuori dal tempio le sue... (leggi tutto..>)













 
© 2010 webmaster  Serafino Galbiati - Psicologo, Psicoterapeuta, Conduttore di classi Bioen. tel 335-284602.
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